May 23, 2019
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Software Gestionali Open Source per le PMI

dic 3, 2013 0

Con un’aula piena di oltre 220 persone si è tenuto il Seminario “Software Gestionali Open Source per le PMI” organizzato dall’Ordine degli Ingegneri di Palermo, su idea e patrocinio di Aicq Sicilia e in collaborazione con gli Ordini professionali dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e dei Consulenti del Lavoro.

I Relatori hanno reso in maniera semplice argomenti di loro natura complessi e di difficile approccio, a partire dalla illustrazione del mondo Open Source e del Free Software, per continuare con il Cloud Computing e la Business Continuity.

In particolare, dopo una breve presentazione di Santino Paternò (Presidente di Aicq Sicilia) di inquadramento dell’Open Source, i relatori hanno affrontato le seguenti tematiche:

il dott. Marco Lombardo e l’ing. Giuseppe Scalici (componenti del Nucleo Open Source del Comitato Qualità del Software di Aicq), con una relazione a due voci, hanno illustrato le opportunità che il mondo del software libero offre per le piccole e medie imprese: utilizzare software di economia aziendale ed in particolare di tipo ERP, di elevata qualità e senza alcun costo di licenza d’uso, ma solo, se occorre, di assistenza tecnica per la installazione, configurazione e manutenzione del programma stesso. Il tutto utilizzando un sistema web di facile comprensione ed approccio, non legato alla conoscenza di elementi di informatica e di linguaggi di programmazione. I due Relatori hanno presentato anche un esempio applicativo costituito da un software denominato OpenERP che ha tutte le caratteristiche dei software Open Source e che può aiutare le imprese nella gestione quotidiana di: preventivi, acquisti, ordini, fatturazioni attive e passive, magazzino, produzione, punti vendita, gestione risorse umane, comunicazione e marketing, amministrazione (contabilità e finanza), gestione clienti e potenziali clienti. Gran parte di tali caratteristiche possono essere adattate, tramite gli oltre 3.000 moduli del software, alle esigenze più varie, ivi comprese quelle di grandi studi professionali.

A seguire, l’ing. Bruno Lo Torto, Responsabile della Commissione degli Ingegneri della Informazione, ha illustrato il Cloud Computing quale modello per accedere attraverso Internet a un pool di risorse di elaborazione configurabili (reti, server, memoria, applicazioni e servizi) che possono essere facilmente allocate, quando servono, ed altrettanto facilmente rilasciate, quando non servono più, lasciando ai provider l’onere della gestione operativa di tali risorse. Il Cloud è stato illustrato nelle sue caratteristiche, nei suoi sviluppi, nei suoi costi e negli ostacoli alla sua diffusione (che essenzialmente sono di tipo psicologico da parte dei potenziali utilizzatori), concludendo con una visione (visionaria?) degli Studi professionali del futuro.

Il filo conduttore che unisce gli Open Source, il Cloud, i KIBS (Knowledgw Intensive Business Services) deriva fisiologicamente dalla indiscutibile tendenza del mercato mondiale in tutti i settori di affermare sempre più la «convergenza tra produzione e servizi» o «SERVIZITATION». Ciò apre nuovi scenari alle PMI (e tra queste anche gli Studi Professionali) ai quali si presentano nuove e più alte sfide tecnologiche e gestionali per le quali è necessario affidarsi a Professionisti qualificati (ad esempio gli Ingegneri del Settore dell’Informazione) e ad aziende con esperienza nazionale ed internazionale nell’integrazione di reti e servizi per le PMI nel campo del Software e delle Telecomunicazioni (ITC). Tutto ciò sicuramente migliorerà il PIL ma per gli scopi dell’AICQ è importante anche che sia sinergico al miglioramento del SEB (Benessere Equo e Sostenibile) che è un indice introdotto da CNEL ed Istat per saggiare la crescita del paese non solo dal punto di vista produttivo ma anche dal punto di vista della qualità della vita.

L’ing. Giuseppe Sciortino, componente della Product Unit Smart Network & Products di Italtel, ha concluso il pomeriggio relazionando sulla Business Continuity, ossia di tutti quei processi (tra i quali il Disaster Recovery) occorrenti a mantenere la continuità di un servizio, in questo caso informatico; sono stati illustrati i principali indicatori numerici che definiscono tale continuità (Recovery Time Objective e Recovery Point Objective), le modalità di redazione dei Piani di continuità operativa e di gestione delle varie fasi della Business Continuity. Tali questioni sono di estremo interesse sia per le aziende che per le pubbliche amministrazioni, per le quali la Business Continuity rappresenta un obbligo istituzionale, realizzabile anche attraverso Cloud Computing. Infine, è stato presentato il modello di Business Continuity adottato da Italtel tra le sue sedi per garantire in pochi minuti il ripristino e la continuità dei servizi a seguito di guasti anche gravi ed importanti.

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Scarica la locandina e alcune relazioni del seminario:

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